La Festa di Portunalia era un’antica celebrazione romana dedicata al dio Portuno, divinità dei porti e delle porte. Il suo tempio si trovava nel porto sul fiume Tevere, vicino al Ponte Emilio, il più antico ponte in pietra di Roma, di cui restano ancora alcune parti.
Questa festa si teneva il 17 agosto e coincideva con la consacrazione del tempio di Portuno. Il dio era associato sia al mare che alla protezione delle porte della città, con un culto che lo collegava a divinità greche marine come Palemone e Leucotea.
Portuno era anche considerato custode dei raccolti, in particolare del grano, alimento principale di Roma, e la festa si svolgeva alla fine della raccolta. I riti includevano simboli come le chiavi, che rappresentavano la sua funzione di guardiano.
Data della festa di Portunalia
La festa di Portunalia veniva celebrata il 17 agosto nell’antica Roma. Questa data colloca la celebrazione in un periodo vicino al moderno Ferragosto italiano, che si tiene il 15 agosto. La scelta del 17 agosto per la Portunalia indica l’importanza di questo momento dell’anno nel calendario romano, segnando un evento specifico dedicato al culto del dio Portuno. La coincidenza temporale con il Ferragosto sottolinea come alcune festività tradizionali abbiano radici antiche, anche se la Portunalia mantiene una propria identità e significato all’interno della religiosità romana.
Il legame tra Portunalia, l’Italia e le festività moderne
Il legame tra la festività romana di Portunalia e le celebrazioni italiane contemporanee si manifesta principalmente attraverso il Ferragosto, festa nazionale che si celebra il 15 agosto. Questa ricorrenza ha origini antiche, risalenti ai festeggiamenti augustali in onore dell’imperatore Augusto, e coincide con la festività cattolica dell’Assunzione della Vergine Maria, riconosciuta come giorno festivo ufficiale in tutta Italia. Il Ferragosto rappresenta tradizionalmente il culmine delle vacanze estive e la conclusione della stagione dei principali lavori agricoli estivi.
Durante il Ferragosto, gran parte delle attività commerciali e degli uffici pubblici chiudono o adottano orari ridotti, trasformando la giornata in un momento di riposo collettivo. Molti cittadini delle grandi città si spostano verso le località balneari affacciate sul Tirreno, l’Adriatico e lo Ionio, sottolineando così il carattere marittimo e di svago della festività. Le tradizioni culinarie regionali arricchiscono ulteriormente questa celebrazione: a Napoli, ad esempio, è consuetudine preparare la frittata di maccheroni, un piatto a base di pasta, uova e formaggio; in Puglia si consumano le orecchiette con cime di rapa, mentre in Calabria si predilige la pasta chijna, una pasta al forno con ragù e polpette, riservata alle occasioni importanti.
Nel calendario festivo italiano moderno, un’altra ricorrenza legata al mare e ai marinai è la Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare, celebrata il 12 novembre. Sebbene distinta dal Ferragosto, questa giornata sottolinea l’importanza del mare nella cultura e nella tradizione italiana, un elemento che richiama indirettamente il culto di Portuno, dio delle porte e dei porti nell’antica Roma.
Il tempio di Portuno e la sua ubicazione
Il tempio dedicato al dio Portuno si trovava nel porto fluviale del Tevere a Roma, un luogo strategico che sottolineava il legame del dio con le vie d’acqua. La costruzione del tempio fu opera della gens Emilia, situato all’inizio del Ponte Emilio, noto per essere il più antico ponte in pietra della città. Questo ponte, di grande importanza storica, conserva ancora oggi alcune delle sue strutture originarie. Gli scavi archeologici hanno datato i resti del tempio di Portuno al II secolo a.C., mentre si ritiene che il santuario fosse presente in questa area già a partire dal IV o III secolo a.C. La posizione del tempio, quindi, riflette non solo la venerazione del dio ma anche la rilevanza del sito come punto di accesso e transito lungo il Tevere, elemento fondamentale per la vita e il commercio nell’antica Roma.
Origine e significato del nome Portuno
Secondo lo studioso Varrone, nel suo trattato “De lingua Latina”, il nome della festività Portunalia deriva dal tempio dedicato a Portuno, situato nel porto sul Tevere. Questa connessione sottolinea l’importanza del luogo sacro nella denominazione della celebrazione. Inoltre, il termine latino “portus” significa porto o approdo, e rappresenta la radice etimologica del nome del dio Portuno. Tale legame linguistico evidenzia come il nome del dio sia strettamente associato agli spazi portuali, riflettendo la sua funzione e il contesto in cui veniva venerato.
Il dio Portuno e le sue funzioni
Nella religiosità romana, Portuno era una divinità strettamente associata sia al mare sia alle porte, incarnando così un duplice ruolo fondamentale nella vita quotidiana e spirituale di Roma. Già dal VI secolo a.C., Portuno veniva identificato con il dio greco del mare Palemone, una figura che, insieme a Leucotea, era nota per soccorrere i marinai in difficoltà. Questa connessione con il mondo marino è ulteriormente testimoniata da Virgilio nell’Eneide, dove Portuno è definito amico dei naviganti, e da Ovidio, che lo collega ai porti attraverso l’associazione con Palemone e Leucotea.
Parallelamente, i Romani veneravano Portuno come dio delle porte, ruolo che lo avvicinava a Janus, il dio bifronte delle porte e degli inizi, e al titolo di Quirinus. Questa duplice natura è sottolineata da Varrone, che definiva Portuno «Deus portuum portarumque praeses», ovvero dio dei porti e delle porte. Georges Dumézil ha interpretato la funzione di Portuno come custode delle porte di Roma, un compito simbolicamente rappresentato nelle raffigurazioni in cui sia Janus sia Portuno sono mostrati con chiavi in mano.
L’importanza di questa funzione è confermata anche dalla coincidenza della celebrazione dei templi di Janus e Portuno, entrambi dedicati nello stesso giorno sul Campo di Marte, e dal ruolo cerimoniale del flamine Portunalis, che partecipava all’unzione rituale delle mani della statua di Quirino sul colle Quirinale. Inoltre, secondo l’ipotesi di Fowler, uno dei rituali della festa di Portunalia prevedeva l’annuale tempra al fuoco delle antiche chiavi di legno degli arsenali, un gesto simbolico che rafforzava il legame tra Portuno e la protezione degli accessi e delle risorse della città.
Portuno e l’agricoltura
Portuno svolgeva un ruolo fondamentale come custode del raccolto a Roma, un aspetto che si rifletteva nella celebrazione delle Portunalia, che si tenevano alla fine della raccolta del grano. Il grano rappresentava la principale fonte di sostentamento nell’antica Roma, sottolineando l’importanza di questa divinità nel garantire la sicurezza e la conservazione delle risorse alimentari. Parte delle scorte di cereali veniva conservata in magazzini situati lungo il Tevere, evidenziando un sistema organizzato per la gestione e la protezione del raccolto. Questo legame tra Portuno e l’agricoltura testimonia il suo ruolo cruciale nel ciclo produttivo e nella vita quotidiana romana.
