La Giornata Internazionale della Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile è celebrata ogni anno il 27 novembre, data scelta per onorare Boris Evgen’evič Paton, noto scienziato ucraino nel campo della metallurgia e tecnologia dei metalli.
Questa ricorrenza è stata istituita dall’UNESCO nel 2025 su proposta dell’Ucraina, con il sostegno di numerosi paesi, per promuovere la partecipazione attiva alla ricerca scientifica in favore dello sviluppo sostenibile.
L’iniziativa mira a facilitare lo scambio di conoscenze e innovazioni tra scienziati, istituzioni educative, società civile e altri soggetti interessati, rafforzando il legame tra scienza, educazione, politica e comunità.
Data e istituzione della giornata commemorativa
La Giornata Internazionale della Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile viene celebrata annualmente il 27 novembre, su iniziativa dell’UNESCO. Nel mese di aprile del 2025, l’UNESCO ha ufficialmente proclamato il 27 novembre come giornata dedicata alla partecipazione alla ricerca scientifica in favore dello sviluppo sostenibile. La prima celebrazione ufficiale di questa giornata come data commemorativa del sistema delle Nazioni Unite si è tenuta il 27 novembre 2025, con l’inclusione della ricorrenza nei calendari internazionali degli eventi scientifici e ambientali. La scelta del 27 novembre come data simbolica è legata al compleanno di Boris Evgen’evič Paton, scienziato ucraino nel campo della metallurgia e della tecnologia dei metalli, che ha ricoperto la carica di presidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina dal 1962 al 2020. Inoltre, il 27 novembre 1918, data di nascita di Paton, coincide con il giorno ufficiale di fondazione dell’Accademia delle Scienze dell’Ucraina, istituita per decreto dell’hetman Pavlo Skoropadskyi.
Il ruolo dell’Ucraina e il sostegno internazionale
L’istituzione della Giornata Internazionale della Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile è stata promossa dall’Ucraina, che ha svolto un ruolo centrale come iniziatrice della risoluzione. Questo impegno è stato sostenuto da un ampio gruppo di 34 paesi provenienti da diverse regioni del mondo, dimostrando un forte consenso internazionale. Tra i paesi che hanno appoggiato l’iniziativa figurano nazioni europee come Albania, Armenia, Bulgaria, Grecia, Georgia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Estonia; paesi africani quali Egitto, Congo, Costa d’Avorio, Liberia, Mauritania, Marocco, Nigeria, Sudan, Sudafrica; paesi asiatici come India, Libano, Yemen e Giappone; oltre a Bolivia, Paraguay e Uruguay in America Latina e Spagna in Europa. Questo ampio sostegno internazionale sottolinea l’importanza condivisa della ricerca scientifica come strumento fondamentale per promuovere lo sviluppo sostenibile a livello globale.
L’Italia e il suo contributo allo sviluppo sostenibile
L’Italia, in qualità di Stato membro dell’UNESCO, svolge un ruolo attivo nella realizzazione del Decennio delle Nazioni Unite delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile fino al 2030, attraverso progetti nazionali e regionali nel Mar Mediterraneo. Questo impegno si traduce in iniziative concrete che mirano a preservare e valorizzare le risorse marine, fondamentali per la sostenibilità ambientale e socioeconomica della regione. Inoltre, le organizzazioni di ricerca italiane e le università, tra cui il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), partecipano a programmi scientifici internazionali e di innovazione volti a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Questi sforzi contribuiscono a promuovere la ricerca applicata e l’innovazione tecnologica in settori chiave per la sostenibilità. Parallelamente, l’Italia prende parte a forum europei e internazionali sull’educazione per lo sviluppo sostenibile, organizzati sotto l’egida della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Tale partecipazione facilita lo scambio di esperienze tra comunità scientifica, istituzioni educative e enti governativi, rafforzando la cooperazione e l’integrazione delle politiche educative e scientifiche orientate allo sviluppo sostenibile.
Obiettivi e significato della giornata commemorativa
La Giornata Internazionale della Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile promuove lo scambio di esperienze, conoscenze e innovazioni, offrendo a scienziati e altre parti interessate strumenti e piattaforme per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Questa iniziativa è rivolta ai membri della comunità scientifica, alle istituzioni educative, alla società civile, alle organizzazioni pubbliche e ad altri soggetti impegnati nella formalizzazione della partecipazione alla ricerca scientifica come fondamento per la sostenibilità, la pace e la sicurezza. L’obiettivo principale della giornata è creare condizioni in cui i risultati scientifici e il contributo della ricerca siano riconosciuti, valorizzati e applicati a beneficio dell’intera umanità. Tali condizioni favoriscono il dialogo tra scienziati, educatori e pubblico riguardo ai vantaggi e ai rischi dell’impatto della scienza sulla vita quotidiana. Questo approccio consente di affrontare in modo più efficace le problematiche attuali, di individuare nuove prospettive e forme di conoscenza, di aumentare l’influenza della scienza nello sviluppo sociale, di rafforzare la fiducia della società verso scienziati e innovazioni e di promuovere lo sviluppo di comunità inclusive.
Il ruolo della scienza e l’interazione con la società
La scienza e gli scienziati svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo di tutti i settori della società, affrontando le problematiche esistenti e identificando nuove sfide. Tuttavia, la capacità della scienza, della ricerca e dell’innovazione di risolvere efficacemente complesse questioni sociali, economiche e ambientali dipende dalla presenza di relazioni dinamiche tra scienza, istruzione, politica e società. Per facilitare lo scambio di conoscenze e potenziare le capacità degli scienziati, è necessario superare il divario esistente tra questi ambiti e promuovere la partecipazione attiva nelle attività scientifiche. Tale coinvolgimento contribuisce non solo a migliorare l’educazione scientifica, ma anche a rafforzare i legami tra istruzione, scienza, ricerca, politica e società, creando un ecosistema integrato e collaborativo indispensabile per il progresso sostenibile.
