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Festa di Vertumno nell’antica Roma: origini e significato

Illustrazione stilizzata di frutti autunnali e una corona romana che rappresentano la festa di Vortumnalia in Italia.

La Festa di Vertumno era una ricorrenza dell’antica Roma dedicata al dio Vertumno, divinità legata al cambiamento delle stagioni e alla fertilità delle colture. Questa celebrazione si teneva il 13 agosto, come attestato da numerosi fasti romani.

Il culto di Vertumno era probabilmente centrato nel tempio Aedes Vertumni, situato nel quartiere del Velabro, vicino al Vicus Tuscus e alla Cloaca Maxima. La statua del dio, presente fin dai tempi antichi, era associata a funzioni protettive contro le inondazioni del Tevere.

Vertumno era considerato di origine etrusca o sabina, con un ruolo importante nell’agricoltura romana, specialmente nel periodo di fine lavori estivi e raccolta autunnale. La festa rappresentava un momento di transizione stagionale e di ringraziamento per il raccolto.

Data della celebrazione delle Vortumnalia

Le Vortumnalia, festività dedicate a Vertumno nell’antica Roma, venivano celebrate il 13 agosto secondo numerosi fasti romani. Questa data è considerata quella ufficiale e storicamente accertata per la celebrazione del culto di Vertumno. In passato, si è ipotizzato che le Vortumnalia potessero essere commemorate anche in ottobre; tuttavia, questa supposizione è oggi ritenuta obsoleta e frutto di un errore interpretativo di un passo di Varrone. Pertanto, la data di agosto rimane l’unica riconosciuta per questa festività, confermando la sua collocazione nel calendario romano estivo.

Il legame delle Vortumnalia con l’Italia e le feste di agosto

Il mese di agosto in Italia, durante l’epoca di Ottaviano Augusto, assunse un significato particolare, venendo intitolato all’imperatore stesso. Questo periodo divenne associato a una serie di celebrazioni pubbliche e religiose, che riflettevano l’importanza dello Stato e delle sue tradizioni. Tra queste, le Feriae Augusti, istituite da Augusto, rappresentavano un momento di pausa e di festa al termine delle attività agricole estive, offrendo un periodo di riposo per la popolazione italiana. La tradizione delle Feriae Augusti, di origine romana e legata al ciclo agrario, ha influenzato profondamente le celebrazioni successive. In particolare, la festa cattolica dell’Assunzione della Vergine Maria, celebrata il 15 agosto, si colloca in continuità con questa eredità, essendo stata fissata in corrispondenza di una ricorrenza già consolidata nella cultura laica e agricola italiana. Questo intreccio tra festività antiche e celebrazioni religiose testimonia la persistenza e l’adattamento delle tradizioni romane nel contesto culturale italiano, evidenziando come le Vortumnalia si inseriscano in un più ampio quadro di festività estive legate all’Italia e al mese di agosto.

Descrizione generale e culto di Vertumno

Le Vortumnalia erano una festività dell’antica Roma dedicata al dio Vertumno (in latino Vertumnus o Vortumnus). Vertumno era conosciuto come divinità del cambiamento delle stagioni e della fertilità, strettamente legata alle colture da giardino e al raccolto. Il culto di Vertumno aveva un carattere agrario e si associava al termine dei lavori agricoli e alla raccolta autunnale. Nella cultura romana, l’immagine di Vertumno era connessa alla capacità di mutare aspetto, un tema che Ovidio racconta nelle “Metamorfosi” attraverso la storia di Vertumno e Pomona.

Il tempio e la statua di Vertumno a Roma

La celebrazione delle Vortumnalia si svolgeva probabilmente nel tempio dedicato a Vertumno, noto come Aedes Vertumni. Questo tempio si trovava a Roma, nel quartiere del Velabro, nelle immediate vicinanze del Vicus Tuscus e della Grande Cloaca. La statua di Vertumno, presente sin dai tempi antichi, era collocata proprio nel Vicus Tuscus. Secondo quanto riportato da Ovidio, la statua sorgeva su un luogo che in epoca remota era una palude. Esiste l’ipotesi che la statua avesse la funzione di proteggere un tratto della Grande Cloaca caratterizzato da una curva a forma di V, progettata per spezzare le onde delle inondazioni del Tevere. Inoltre, si suppone che la soluzione idraulica adottata in questa zona fosse stata realizzata in relazione alla presenza di una statua del dio, eretta in seguito a precedenti eventi di alluvione. Questi elementi testimoniano l’importanza simbolica e funzionale della statua e del tempio di Vertumno nel contesto urbano e idraulico dell’antica Roma.

Eventi storici e tradizioni romane legate a Vertumno

Secondo quanto riportato da Festo, il console Marco Fulvio Flacco si fece rappresentare in abito trionfale nel tempio di Aedes Vertumni durante il suo trionfo sui Volsinii nel 264 a.C. Questa testimonianza suggerisce un legame significativo tra il console e il culto di Vertumno in quel contesto storico. Inoltre, esiste l’ipotesi che, durante la conquista romana di Volsinii, il dio protettore di questa città venne integrato nel pantheon romano attraverso un rito di evocazione, eseguito proprio dal console Flacco durante l’assedio. Tale rito avrebbe sancito l’assimilazione religiosa del dio locale nel sistema divino romano. Sempre secondo questa ipotesi, Flacco avrebbe successivamente dedicato a Vertumno un tempio a Roma in occasione del suo trionfo, consolidando così la presenza e il culto del dio nella capitale. Questi eventi storici e tradizioni testimoniano il ruolo di Vertumno non solo come divinità agricola, ma anche come figura centrale nelle pratiche religiose e politiche legate all’espansione romana.

Origine e radici etniche di Vertumno

L’origine e le radici etniche di Vertumno sono oggetto di diverse ipotesi e interpretazioni storiche. I Romani di epoca più tarda consideravano Vertumno una divinità di origine etrusca. Tuttavia, esiste l’ipotesi che un’antica divinità latina o sabina sia stata sovrapposta da una divinità etrusca successiva, introdotta a Roma durante il periodo di Flacco. Alcuni studiosi suggeriscono che questa divinità etrusca importata fosse proprio Voltumna, nome che potrebbe essere collegato a Vertumno.

Nonostante ciò, non vi sono prove significative che attestino l’esistenza di un “Vertumno etrusco” distinto. Per quanto riguarda l’etimologia del nome Vertumno, essa è stata associata sia alla lingua etrusca, secondo Schulze, sia alla lingua protolatina, secondo Devoto. Inoltre, Varrone indicava un’origine sabina per Vertumno e attribuiva la sua introduzione a Roma a Tito Tazio.

Fonti letterarie come Properzio menzionano una statua lignea di Vertumno che esisteva già prima del regno di Numa Pompilio, suggerendo così un culto molto antico. In linea con ciò, si ipotizza che l’origine di Vertumno sia latina o sabina e che sia anteriore alla costruzione del tempio a lui dedicato nel 264 a.C.

Etimologia del nome e rappresentazioni mitologiche

Secondo il poeta romano Ovidio, il nome di Vertumno deriva dall’espressione latina “a verso amne”, che significa “dal cambiamento della corrente del fiume”. Questa interpretazione etimologica sottolinea l’associazione del dio con il concetto di trasformazione e mutamento, riflettendo la natura fluida e dinamica delle acque. Tale derivazione del nome evidenzia come Vertumno fosse percepito non solo come una divinità legata ai cicli naturali, ma anche come simbolo del cambiamento e della trasformazione, elementi fondamentali nella mitologia romana che si riflettono nelle celebrazioni a lui dedicate.

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