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Giornata Internazionale della Tolleranza e i suoi principi fondamentali

Illustrazione simbolica che rappresenta la tolleranza con mani di diversi colori e un ramo d'ulivo su sfondo pastello

La Giornata Internazionale della Tolleranza è una ricorrenza istituita per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del rispetto e della comprensione tra culture diverse. La sua origine risale al 1995, quando la UNESCO adottò la Dichiarazione dei Principi sulla Tolleranza.

Nel 1996, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proposto di celebrare annualmente il 16 novembre questa giornata, incoraggiando attività educative e culturali volte a promuovere la tolleranza e combattere l’intolleranza.

In Italia, la giornata è riconosciuta a livello nazionale e inserita nei programmi di educazione civica, supportata da un quadro legislativo che tutela i diritti umani e contrasta ogni forma di discriminazione.

Data e istituzione della giornata commemorativa

La Giornata Internazionale della Tolleranza è stata istituita ufficialmente nel 1996, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proposto agli Stati membri di celebrare annualmente il 16 novembre questa ricorrenza. L’obiettivo di questa giornata è promuovere attività educative e iniziative rivolte sia agli istituti scolastici sia al pubblico generale, al fine di diffondere la cultura della tolleranza. La scelta del 16 novembre non è casuale: un anno prima, nel 1995, gli Stati membri dell’UNESCO avevano adottato la Dichiarazione dei Principi sulla Tolleranza, un documento fondamentale che definisce i valori e le linee guida per favorire il rispetto reciproco e la convivenza pacifica tra i popoli. Questa data rappresenta quindi un momento simbolico per riflettere sull’importanza della tolleranza come principio universale e per incentivare azioni concrete in tal senso.

Celebrazione della Giornata Internazionale della Tolleranza in Italia

In Italia, la Giornata Internazionale della Tolleranza viene celebrata ogni anno il 16 novembre, coinvolgendo tutti i livelli del sistema educativo nell’ambito dei programmi di educazione civica e dei diritti umani. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito integra le iniziative dedicate a questa giornata nei piani nazionali di “Educazione civica” per le scuole di ogni ordine e grado, promuovendo così una diffusione capillare della cultura della tolleranza.

Le celebrazioni comprendono una vasta gamma di iniziative educative e culturali, tra cui progetti scolastici, festival cittadini e lezioni tematiche focalizzate sul dialogo interculturale e sui diritti umani. Inoltre, università e centri di ricerca italiani organizzano regolarmente, nel mese di novembre, conferenze e seminari che affrontano temi quali la tolleranza, l’estremismo e i diritti umani, in concomitanza con la Giornata Internazionale.

Il quadro normativo italiano sostiene fortemente i principi di tolleranza e non discriminazione, sanciti nella Costituzione della Repubblica Italiana, in particolare nell’articolo 3, che garantisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge indipendentemente dalle condizioni personali e sociali. La lotta contro l’intolleranza e la discriminazione si fonda su leggi specifiche, come la Legge n. 654 del 13 ottobre 1975, che recepisce la Convenzione Internazionale per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e stabilisce responsabilità per la propaganda razzista, e il cosiddetto “legge Mancino” (Legge n. 205 del 25 giugno 1993), che prevede sanzioni per violenze, incitamenti alla violenza e propaganda basata su odio razziale, etnico, nazionale o religioso.

Inoltre, in quanto membro dell’Unione Europea, l’Italia applica la Direttiva 2000/43/CE, che garantisce il principio di parità di trattamento indipendentemente dall’origine razziale o etnica, rafforzando così i meccanismi giuridici di tutela contro l’intolleranza. A supporto di queste azioni, dal 2003 opera l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità, con il compito di monitorare e contrastare le manifestazioni di intolleranza e discriminazione nel paese.

Fondamenti e principi della tolleranza

La Dichiarazione dei principi della tolleranza afferma che tutti gli esseri umani sono per natura diversi, ma uguali in dignità e diritti. La tolleranza implica il rispetto, l’accettazione e la corretta comprensione della diversità culturale mondiale, delle forme di espressione e dei modi in cui si manifesta l’individualità umana. A livello statale, la tolleranza richiede l’adozione di leggi giuste e imparziali, il rispetto dell’ordine pubblico e delle norme procedurali e amministrative. È inoltre fondamentale garantire a ogni individuo opportunità di sviluppo economico e sociale senza discriminazioni. Sebbene le leggi siano necessarie per combattere l’intolleranza, in alcuni casi esse risultano insufficienti. Il mezzo più efficace per prevenire l’intolleranza è l’educazione, che deve iniziare con l’insegnamento dei diritti e delle libertà comuni e con l’incoraggiamento a difendere i diritti altrui. L’istruzione dovrebbe dedicare maggiore attenzione ai diritti umani e a modi di vita differenti. Le Nazioni Unite rafforzano la tolleranza promuovendo una più profonda comprensione reciproca tra culture e popoli, necessità che è alla base della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Cause e manifestazioni dell’intolleranza

L’intolleranza affonda le sue radici nell’ignoranza e nella paura, elementi che ne alimentano la diffusione e la persistenza. Essa è strettamente legata a un senso esagerato di dignità e orgoglio, che può manifestarsi a livello personale, nazionale o religioso. Negli ultimi anni, a livello globale, si è osservato un aumento significativo dei casi di intolleranza, estremismo e violenza. Questo incremento è in parte alimentato dalla tendenza a definire le differenze attraverso l’identità, piuttosto che attraverso opinioni o interessi condivisi. Di conseguenza, individui e intere comunità diventano bersagli di violenza e crudeltà a causa della loro identità etnica, religiosa, nazionale o di altro tipo.

Premio Madanjeet Singh per la Tolleranza

Nel 1995 l’UNESCO ha istituito il Premio Madanjeet Singh per la promozione della tolleranza e della non violenza. Questo riconoscimento è stato creato in occasione dell’Anno delle Nazioni Unite dedicato alla tolleranza e per commemorare il 125º anniversario della nascita di Mahatma Gandhi. Il premio viene assegnato biennalmente in concomitanza con la Giornata Internazionale della Tolleranza e premia attività significative nei campi scientifico, artistico, culturale o della comunicazione che contribuiscono a creare un clima di tolleranza e non violenza.

Il Premio Madanjeet Singh può essere conferito a istituzioni, organizzazioni o singoli individui che abbiano dato un contributo rilevante e svolto un’attività efficace nella promozione della tolleranza e della non violenza. Tra i vincitori si annoverano Ibrahim Ag Idbaltanat dal Mali e Francisco Javier Esteves Valencia dal Cile nel 2014, la regista canadese Manon Barbeau e l’ONG keniota “Initiative for Coexistence” nel 2018, il Centro per la Risoluzione dei Conflitti della Repubblica Democratica del Congo nel 2020, Franca Ma-ih Sulem Yong dal Camerun nel 2022 e, più recentemente, nel 2024, l’organizzazione messicana Red de Intérpretes y Promotores Interculturales (REDIN) dallo stato di Oaxaca.

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