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Giornata Mondiale della Fotografia: origini e sviluppo storico

Una composizione elegante con una macchina fotografica vintage e rullini fotografici che rappresentano la giornata mondiale della fotografia in Italia.

La Giornata Mondiale della Fotografia si celebra il 19 agosto di ogni anno, coinvolgendo fotografi professionisti e amatori in tutto il mondo. La data è stata scelta per commemorare la presentazione pubblica del processo della dagherrotipia nel 1839.

Il processo della dagherrotipia, sviluppato da Louis Daguerre, fu il primo metodo pratico per ottenere immagini fotografiche su lastre metalliche sensibilizzate. Questo procedimento ha rappresentato una svolta fondamentale nella storia della fotografia.

L’evento è stato istituito nel 2009 dall’australiano Korske Ara, che ha promosso la diffusione della fotografia attraverso una piattaforma online dedicata. La dagherrotipia è considerata la base della fotografia moderna, nonostante sia stata superata da tecniche successive.

Data e istituzione della celebrazione

La Giornata Mondiale della Fotografia si celebra ogni anno il 19 agosto, coinvolgendo fotografi amatoriali e professionisti di tutto il mondo. Questa ricorrenza è stata istituita nel 2009 dall’australiano fotografo Korske Ara. La scelta della data non è casuale: il 19 agosto commemora la presentazione pubblica del processo di dagherrotipia, avvenuta nel 1839 durante una seduta congiunta dell’Accademia delle Scienze e dell’Accademia delle Belle Arti di Francia. Nel medesimo anno della fondazione della giornata, Korske Ara ha lanciato il sito worldphotoday.org, che esattamente un anno dopo ha inaugurato una galleria online globale dedicata allo scambio di fotografie in occasione della celebrazione. Questa iniziativa ha contribuito a diffondere e consolidare la Giornata Mondiale della Fotografia come un evento riconosciuto a livello internazionale.

Contesto storico in Italia e Francia

Il contesto storico della fotografia in Francia è segnato da un evento cruciale avvenuto il 19 agosto 1839, quando il fisico francese François Arago presentò la dagherrotipia durante una seduta dell’Accademia delle Scienze di Francia. Questa presentazione rappresentò un momento fondamentale per la diffusione della nuova tecnica fotografica. Successivamente, il governo francese acquistò il brevetto della dagherrotipia da Louis Jacques Mandé Daguerre, riconoscendo così l’importanza dell’invenzione. La Francia dichiarò ufficialmente la dagherrotipia un dono al mondo, sottolineando il valore universale di questa innovazione tecnologica. Questi eventi costituiscono una tappa storica significativa nel percorso della fotografia, evidenziando il ruolo della Francia nella sua diffusione e valorizzazione.

I primi stadi dello sviluppo della fotografia

Il 9 agosto 1839 rappresenta una data fondamentale nella storia della fotografia: in questo giorno, l’inventore francese Louis Daguerre presentò all’Accademia delle Scienze di Francia il processo per ottenere il dagherrotipo, un’immagine impressa su una lastra metallica fotosensibile. La dagherrotipia è considerata il primo metodo pratico di fotografia, basato sulla eliografia sviluppata intorno al 1822 dall’inventore francese Joseph Nicéphore Niépce. Quest’ultimo realizzò nel 1826 la prima fotografia conosciuta, intitolata “Vista dalla finestra a Le Gras”, con un’esposizione di circa otto ore.

Il procedimento della dagherrotipia si fonda sulla fotosensibilità dell’ioduro d’argento: le lastre, rivestite da uno strato sottile di argento, venivano lucidate, sensibilizzate, esposte alla luce e successivamente sviluppate per rivelare l’immagine latente. I dagherrotipi finiti venivano protetti da un vetro per evitare danni e potevano essere osservati solo sotto specifiche condizioni di illuminazione e angolazione. Queste immagini erano uniche, non riproducibili, e la loro realizzazione risultava costosa e laboriosa.

Nonostante ciò, la novità conquistò rapidamente popolarità e il processo fu presto perfezionato, riducendo i tempi di esposizione e ottenendo immagini positive anziché speculari. Dopo la pubblicazione del metodo, Louis Daguerre non partecipò ulteriormente allo sviluppo della fotografia. La dagherrotipia fu infine soppiantata negli anni 1850 dal processo al collodio, ma rimane riconosciuta come la progenitrice della fotografia moderna. Nel 1861 venne realizzata la prima fotografia a colori, mediante la sovrapposizione di scatti attraverso filtri colorati e la successiva colorazione manuale.

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