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La processione Canna Intrat e il culto di Cibele nel mondo romano

Un fascio di canna da zucchero illuminato da una luce calda su uno sfondo acquerellato, simbolo della tradizione italiana.

La processione Canna Intrat era una cerimonia religiosa romana che si teneva il 15 marzo. Durante questa processione, i cannofori portavano steli di canna al tempio di Cibele sul colle Palatino.

Il rito ricordava il mito di Attis, il bambino lasciato tra le canne, e si collegava a pratiche agricole antiche volte a invocare la pioggia e la fertilità della terra. Il tempio di Cibele era uno dei più antichi e significativi di Roma.

Situato sul versante occidentale del Palatino, con vista sulla valle del Circo Massimo, il tempio ospitava una pietra meteorica proveniente dall’Asia Minore, simbolo del culto della Grande Madre. La processione faceva parte di un ciclo di festività dedicate a Cibele e Attis.

Data e processione della festività

La festività nota come Canna intrat, che si celebra il 15 marzo, rappresenta l’inizio di un ciclo più ampio di celebrazioni romane dedicate a Cibele e Attis. Questa ricorrenza prende il nome dalla processione che la caratterizza, durante la quale i cannofori, ovvero i portatori di canne, si dirigono verso il tempio di Cibele situato sul colle Palatino. I cannofori trasportano steli di canna in memoria del mito legato ad Attis, il quale, da neonato, fu abbandonato tra le canne. Tale gesto rituale richiama direttamente la narrazione mitologica e sottolinea il legame tra la processione e la figura di Attis. La processione Canna intrat, quindi, non è solo un evento cerimoniale, ma un momento simbolico che rievoca la storia sacra di Attis attraverso il trasporto delle canne, elemento centrale della celebrazione.

Il culto di Cibele in Italia e il tempio sul colle Palatino

Roma rappresentava il principale centro del culto di Cibele in Italia, con il tempio dedicato alla Grande Madre situato sul colle Palatino. Questo tempio, consacrato il 9 aprile del 191 a.C., fu il primo e più importante santuario romano dedicato alla Magna Mater. La sua costruzione rispondeva alla necessità di ospitare una pietra meteorica, portata a Roma dalla Piccola Asia nel 204 a.C. su indicazione di un oracolo. Il tempio si trovava sul ripido versante occidentale del colle Palatino, con una vista dominante sulla valle del Circo Massimo. Nel corso del III secolo a.C. furono effettuati lavori di restauro che testimoniano l’importanza e la cura riservata a questo luogo sacro. Il tempio di Cibele è considerato uno dei più antichi sia sul colle Palatino sia nell’intera città di Roma.

Significato religioso e culturale della festività

Nella religione dell’antica Roma, Cibele, conosciuta come la Grande Madre, era venerata come una dea madre associata alla fertilità e all’agricoltura. La cerimonia della processione Canna Intrat è presumibilmente collegata a antichi riti volti a invocare la pioggia, fondamentali in un contesto agricolo. In particolare, nell’antica Italia esistevano pratiche rituali dedicate a stimolare le precipitazioni, essenziali per garantire la fertilità dei terreni coltivati. Questi riti erano parte integrante delle tradizioni agricole e religiose, riflettendo l’importanza della natura e dei suoi cicli per la sopravvivenza delle comunità. Un elemento geografico rilevante in questo contesto è il lago Trasimeno, situato in Umbria, noto per le sue rigogliose canne palustri, che probabilmente hanno ispirato o influenzato simbolicamente la cerimonia stessa.

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