La Festa dei Lucari era un’antica ricorrenza religiosa romana dedicata a una sacra lucus, ovvero un bosco sacro. Questa celebrazione si svolgeva il 19 e il 21 luglio secondo il calendario romano.
Il significato originario della festa era già poco chiaro nel I secolo a.C., e la divinità a cui era dedicata non è nota. I riti includevano la purificazione del bosco con invocazioni generiche, come riportato da fonti antiche.
La festa si teneva in un’area tra la Via Salaria e il fiume Tevere, probabilmente sul colle Pincio, oggi parte del centro storico di Roma. La Festa dei Lucari si inserisce in un contesto di celebrazioni estive legate alla natura e all’acqua, tipiche della religiosità romana.
Date e caratteristiche del calendario
Le Lucarie, nella religione romana antica, erano una festa dedicata alla sacra selva (lucus) e si celebravano il 19 e il 21 luglio. Queste date sono documentate nel Fasti Amiterni, un calendario risalente al periodo del regno di Tiberio, rinvenuto ad Amiterno, nel territorio sabino. Come altri festeggiamenti fissi nel calendario romano, classificati come dies nefasti publici, le Lucarie cadevano in giorni dispari, con un giorno non festivo interposto tra le due celebrazioni. Un riferimento a Macrobio suggerisce che la festa avesse inizio durante la notte e proseguisse nel giorno successivo, indicando una durata che attraversava il confine tra due giornate. Questi elementi evidenziano la precisa collocazione temporale e le particolarità del calendario legate a questa festività sacra.
I Lucari nel contesto dell’Italia e di Roma
L’evento dei Lucari si svolgeva in un’area situata tra la via Salaria e il fiume Tevere, corrispondente all’attuale regione del Lazio in Italia. Questa zona, che ospitava il sacro lucus associato ai Lucari, è oggi parte integrante della città di Roma, capitale della Repubblica Italiana. La via Salaria, lungo la quale gli autori antichi collocano gli avvenimenti legati ai Lucari, attraversava quella che oggi è la parte centrale dell’Italia, collegando Roma con le aree interne degli Appennini.
Il colle Pincio, ritenuto dagli studiosi il sito della selva dei Lucari, si trova nel centro storico di Roma e rappresenta una zona di grande interesse turistico, nota per i suoi parchi e ville. In epoca romana, su questo colle furono realizzati celebri giardini e parchi, come quelli di Lucullo, Pompeo e Sallustio, che testimoniano l’importanza culturale e paesaggistica dell’area. Le selve sacre di tipo lucus, analoghe a quella dei Lucari, sono considerate in archeologia e topografia parte integrante del paesaggio sacro del Lazio nell’Italia contemporanea.
Inoltre, nel territorio italiano, a Amiterno, è stato rinvenuto il calendario Fasti Amiterni risalente al regno dell’imperatore Tiberio, che registra le date della festa dei Lucari. Sebbene i Lucari facciano parte delle antiche festività romane legate alla natura e all’acqua, come le Neptunalia e le Furrinalia celebrate tradizionalmente a luglio, oggi non sono riconosciuti come festività ufficiali nazionali o regionali in Italia e non comportano giorni di riposo.
Contesto storico e religioso dei Lucari
Il significato originario del rituale dei Lucari era già poco chiaro ai tempi di Varrone, nel corso del I secolo a.C., tanto che egli non menzionò questa festività nel suo elenco di celebrazioni. La divinità a cui erano dedicati i Lucari rimane sconosciuta. Se il rito di pulizia del bosco descritto da Catone si riferisce effettivamente ai Lucari, l’invocazione in tale cerimonia era volutamente anonima, rivolta a un dio o a una dea con la formula “Si deus, si dea”. Verrio Flacco collegava i Lucari alla sconfitta dei Romani ad opera dei Galli nella battaglia dell’Allia, avvenuta il 18 luglio. Secondo lui, la festa si svolgeva in una grande selva situata tra la via Salaria e il Tevere, luogo in cui si rifugiarono i sopravvissuti romani di quella battaglia. La via Salaria attraversava il campo di battaglia a circa dieci miglia a nord di Roma. La selva probabilmente si trovava sul colle Pincio, che in seguito fu trasformato in giardini e parchi per il relax di personaggi come Lucullo, Pompeo e Sallustio. L’interpretazione di Verrio Flacco è stata paragonata alla storia dei Poplifughi, anch’essi associati al saccheggio gallico di Roma. È possibile che la tradizione sull’origine dei Lucari sia più etiologica che storica. Infine, i Lucari suggeriscono che il culto delle selve fosse una pratica comune agli antichi Romani e ai Galli.
Il legame dei Lucari con altre feste romane e fenomeni naturali
Secondo lo studioso Georg Wissowa, i Lucari potrebbero essere stati collegati alle Neptunalia, una festività romana celebrata il 23 luglio. Durante le Neptunalia si costruivano capanne di foglie chiamate umbrae, destinate a offrire protezione dal sole estivo cocente, e si effettuavano sacrifici di tori. In questa ricorrenza, il dio Nettuno veniva venerato come divinità delle acque dolci e salate, sottolineando la sua importanza nel contesto naturale e religioso romano. Le Neptunalia facevano parte del sistema di feste che componevano il calendario religioso di Roma, diffuso nel territorio dell’attuale Italia. Inoltre, la concentrazione di celebrazioni nel mese di luglio, tra cui anche le Furrinalia del 25 luglio, potrebbe riflettere una particolare attenzione alle problematiche legate alla siccità, evidenziando come queste festività fossero strettamente connesse ai fenomeni naturali e alle esigenze della comunità romana.
